Allora il video di You Tube è a dir poco favoloso… ma chi è Xavier Rudd?
Nel lontano scorso novembre in una lugubre serata mentre aspettavo il mio turno per una seduta sotto i ferri del dentista e sfogliavo le riviste a caso sono capitata su un articolo interessante che parlava di musica…blablabla… Ben Harper…blablabla…. didjeridoo (accensione del cervello) e chitarra… fusione di stili… artista poco conosciuto…
così mi sono fiondata su internet con un pacchetto di ghiaccio sulla guancia (risultato della delicatezza del dentista) e ho cercato questo musicista.
A volte nella vita ci sono belle sorprese e Xavier è una di queste. Secondo me merita veramente, un artista un po’ “figlio dei fiori” stile Woodstock ma davvero un maestro nel suonare. Ebbene sì, mi ha affascinato e mi sono chiesta come mai non ne avevo mai sentito parlare (probabilmente non è commerciale e quindi…. le voci non girano!).
Così, per il popolo amante della buona musica, un breve approfondimento sull’artista.
E’ nato a Torquay, Stato di Victoria, Australia del Sud ed è cresciuto lì vicino, nei pressi di Bell’s Beach, spiaggia che tutti i cinefili ricordano per essere stata immortalata in una delle scene finali del cult movie “Point Break”. Non a caso, Xavier Rudd è appassionato surfista e di quello strano sport ha abbracciato anche la particolare etica neo hippie. Ecologista convinto, pacifista appassionato e persona dalla spiccata sensibilità esoterica, Rudd è un ragazzotto biondissimo con un fantastico talento: è performer trascinante e assolutamente originale. Classico one man band eccentrico ma efficace, Xavier suona contemporaneamente chitarra acustica e slide stile Weissenborn, canta e si accompagna alle percussioni. Ma soprattutto utilizza in modo stupefacente tre didgeridoo (lo strumento a fiato degli aborigeni australiani dal suono ipnotico e ammaliante) montati su altrettanti sostegni in modo che si possa insufflarli senza bisogno di usare le mani. Il risultato è stupefacente, spettacolare e straordinariamente suggestivo. E se poi a tutto questo si aggiungono una voce e un’ispirazione degne del miglior Ben Harper, il tocco chitarristico e la grinta di Ani DiFranco o la pirotecnica musicalità di Dave Matthews si ottiene l’eccezionale mix che Xavier sa regalare al suo pubblico, specie in concerto. Bravissimo nel far convivere la rock song con le suggestioni della Dreamland, impareggiabile nel mescolare ritmi folk, blues, rock e reggae con i suoni della natura e del deserto australiano, Rudd ha al suo attivo 4 album in studio (da poco uscito l’ultimo “White month”) e ben altrettanti live. E sono proprio questi lavori dal vivo ad esaltare il valore di un personaggio che non ha eguali nel panorama internazionale. La sua musica, piena di charme, poesia ma anche di ritmi spumeggianti e drive trascinante, parla di rispetto per le proprie radici, di non violenza, di attenzione verso l’ambiente; e soprattutto non perde mai occasione di ricordare l’importante eredità culturale del popolo aborigeno.
Le sue canzoni riescono a toccare più corde emotive riuscendo anche a essere stilisticamente varie, sorprendendo persino l’ascoltatore più scafato.È stato il padre, appassionato di songwriting e fan di Neil Young e Paul Simon, a introdurlo alla musica: a 10 anni il piccolo Xavier vede il suo primo concerto, una tappa del leggendario Graceland Tour di Paul Simon. È una folgorazione. Quando, poi, va negli States per la prima volta e ha la fortuna di incontrare Leo Kottke, David Lindley, Ben Harper e Natalie Merchant il suo stile si forma in modo definitivo. Ovviamente amico dei songwriter surfisti Jack Johnson e Donavon Frankenreiter ma anche di personaggi curiosi e originalissimi come G. Love & Special Sauce, String Cheese Incident e della stessa Ani DiFranco, Xavier Rudd ha le carte in regola per diventare un beniamino degli amanti del sound acustico e di tutti gli appassionati di musica del nostro paese.(fonte: musicclub.it).