Peeble’s Weblog

Non accontentarti dell’orizzonte… Cerca l’infinito.

Test d’intelligenza… POFFARBACCO Giugno 16, 2008

Archiviato in: Parlando.. di nulla, Senza Categoria — peeble @ 3:40 pm
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Altro test…hahahha… mi sto divertendo come una biscia al sole!! :-)

 

Ho totalizzato 10 su 11

Il tuo livello è: Poffarbacco! Niente male…. davvero!  ( YEEEEEAHHHHHHH) - Valutazione basata sul sistema Xam (ah beh… e scusa se è poco…mah!)

Ed ecco anche di più. Le tue risposte non solo possono dirti della tua attuale intelligenza ma le combinazioni possono anche prevedere la tua futura vita sentimentale.

La proiezione della tua vita sentimentale: La tua vita sentimentale sarà sempre buona (Allora sono a posto?? SICURO??????)

 

Riporto le domande del test, ma non le risposte HAHAHAHAHA…

Oltre che negli USA, hanno il 4 di Luglio anche in Inghilterra?

Quanti compleanni ha un uomo medio?

Alcuni mesi hanno 31 giorni; quanti ne hanno 28? 

Nel baseball, quanti ‘out’ ci sono in un ‘inning’? 

E’ legale per un uomo Italiano sposare la sorella della propria vedova?

Dividi 30 per 1/2 e aggiungi 10. Quanto fa?

Se ci sono 3 mele e aggiungi 10. Quanto fa?

Il dottore ti da tre pillole dicendoti di prenderne una ogni mezz’ora. Quanti minuti ti dureranno le pillole? 

Un contadino ha 17 pecore e tutte tranne 9 muoiono. Quante sopravvivono?

 Quanti animali per ogni sesso Mosè portò con se sull’Arca?

Quanti francobolli da 2 centesimi ci sono in una dozzina?

 

Se volete provare andate su http://www.sitopreferito.it/html/test_d_intelligenza.html  

 

Finalmente domenica Maggio 18, 2008

Archiviato in: Senza Categoria, Un pò di me.. — peeble @ 3:35 pm
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…uguale uguale.. come la capisco….

 

My beautiful Spring-Dog Maggio 6, 2008

Archiviato in: Senza Categoria, Un pò di me.. — peeble @ 8:01 pm
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Ah la primavera…. rende folli !!!

 

 

 

Amelie Nothomb Aprile 30, 2008

Archiviato in: Senza Categoria — peeble @ 7:51 pm
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Il fenomeno Amélie Nothomb non cessa di stupire. A 37 anni, come se fosse perfettamente normale, dà alle stampe un’autobiografia dal titolo eloquente di Biografia della fame. Parodiando Flaubert, scrive “La fame, sono io” e mai affermazione fu più veritiera. Nothomb ha fame di cibi, d’amore, di emozioni forti, di libri, di esperienze, di paesi. Figlia di un diplomatico belga, nasce a Kobe, in Giappone, e ogni tre anni cambia paese, a seconda delle destinazioni stabilite dal ministero degli Esteri belga. Pechino, New York, poi il Bangladesh, la Birmania, il Laos. A Bruxelles mette piede solo a 17 anni e la trova un posto stranissimo. In Francia, Amélie Nothomb è una star, famosa per la sua bizzarria, adorata dal pubblico che il 1° settembre di ogni anno, quando puntualmente esce il nuovo romanzo, rinnova con lei un patto di assoluta fedeltà. 13 libri tradotti in 37 lingue, Nothomb ha venduto nel mondo 6 milioni di copie.

Qualcosa di lei…..

Per la prima volta in Biografia della fame lei parla della sua anoressia in maniera diretta… In Dizionario dei nomi propri ero riuscita ad affrontare quel tema per la prima volta, narrando però la storia di un’altra donna, Robert. Io ho sofferto di anoressia dai tredici ai diciassette anni. E’ una malattia in cui scivoli senza accorgertene. Quando finalmente acquisti coscienza, credi che sarà un’esperienza. Ma non è così. Perché la sensazione che segue è che non ne uscirai mai. E’ una prigione in cui si muore. Cerchi i mezzi intellettuali per liberartene, ma non vedi alcuna via d’uscita. E’ spaventoso. La mia guarigione è stata un miracolo. Un giorno il mio corpo ha detto no e si è ribellato alla testa. E’ cominciata una lotta che è durata anni. L’unica via d’uscita logica dall’anoressia è la morte, quindi è difficile dire a un’anoressica come salvarsi. L’anoressia dipende spesso dalle madri, che sognano figlie come esseri leggiadri, che sfiorano appena il suolo. Mi scrivono tante ragazze, dicendo: “Peso 42 chili e mia madre continua a dire che sono enorme”. Non è molto, ma io ho salvato una vita con una lettera. Ho scritto a una ragazza che quando ero in fondo a quel tunnel, avevo desiderato che qualcuno mi giurasse che si poteva guarire. Io l’ho giurato a lei: “Mi chiamo Amélie Nothomb, e sono la prova vivente che quella malattia devastante si può sconfiggere”.

Qual è il suo primo ricordo drammatico? La notizia, appresa a 2 anni e mezzo, che non avremmo vissuto per sempre in Giappone. I miei genitori mi spiegarono che non era il nostro paese e che un giorno lo avremmo lasciato. Fu uno shock. E fu lì che decisi che non avrei dimenticato più nulla, per conservare dentro di me quel paese adorato. Quell’esercizio mi ha regalato una memoria eccezionale.

Quello che si dice di lei dipinge un personaggio di un’eccentricità quasi incredibile. Lei come si giudica? Quello che dicono è tutto vero. Quanto a me, trovo che vivere sia estremamente difficile e mi sembra un miracolo riuscire a rimanere in vita, un giorno dopo l’altro. Se in più dovessi anche sforzarmi di farlo all’interno della normalità… Non vivo come voglio, ma come posso, e questo è già una conquista formidabile. Forse la mia esistenza assume forme bizzarre, ma se si scava un po’ più in profondità c’è un’umanità che è quella di tutti. Il mio successo ne è testimone: al di là della mia apparente stramberia, molta gente si riconosce in me.

Ho parlato di Amelie Nothomb perchè “l’ho scoperta” questa settimana.. mi è capitato di leggere di questa scrittrice su un giornale. Anticonformista, trasgressiva, eccentrica. Naturalmente mi sono fiondata a comprare un suo libro. Ho trovato l’ultimo: “Nè di Eva, è di Adamo“… letto in 2 giorni perchè è breve ma soprattutto coinvolgente. Straordinaria!! Non solo perchè è davvero una brava scrittrice con padronanza di liguaggio e immagini, ma perchè esprime tutto ciò che pensa senza giri di parole, senza timore, senza remore. Mi ha fatto vivere due giorni in Giappone confermando la “stravagante ma educata e composta idea” che avevo in testa di quest lontano paese, contrasto di tradizioni millenarie e tecnologia avanzata.

“Né di Eva né di Adamo: Amelie torna in Giappone e in questo libro si concentra sulle peripezie sentimentali di quel periodo. Rinri è il suo fidanzato giappnese, bello e ricco, li unisce un amore bizzarro ma non privo di poesia, raccontato con il solito umorismo, affondando lo sguardo chirurgico nell’incandescente universo dell’amore. Ma l’emozione più grande e la relazione più forte è ancora una volta quella che lega l’attrice al paese in cui è nata, e dove ha trascorso gli anni mitici dell’infanzia”

Nota del libro: in questo libro Amelie narra di aver fatto il record di discesa del monte Fuji. Non è invenzione dell’autrice. Ha veramente battuto il record mondiale di discesa del mitico monte Fuji!!!

 

Una poesia… per imparare a vivere Febbraio 10, 2008

Archiviato in: Senza Categoria — peeble @ 11:31 am
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Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all’errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi e’ infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna
o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo
di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento
di una splendida felicita’.
Pablo Neruda