“Singolare Femminile” di Sveva Casati Modigliani
Un altro libro è stato mangiato in un sol boccone!
Partiamo dal presupposto che le scrittrici italiane non mi hanno mai attirato molto. Non perchè ne abbia una vasta cultura, al contrario credo di aver letto sempre molto poco di origine italiana. Non c’è un particolare motivo, vado molto a istinto scegliendo un libro, seguo qualche consiglio… ed evidentemente tutto questo non mi ha portato alla letteratura italiana.
Così quando mi hanno prestato questo libro (la mamma della mia capa…entusiasta della scrittrice!!) mi ha lasciato un po’ perplessa e ho iniziato le prime pagine con un lieve pregiudizio.
Invece la Sig.a Sveva Casati Modigliani è veramente un’abile scrittrice che sa come farti gioire, piangere e sospirare per l’avvenimento che seguirà. Un bel libro di buoni sentimenti.
Un’elogio, a parer mio, della forza della donna che sa superare qualsiasi cosa ed è sempre ben cosciente di cosa vuole dalla vita. Anche un’analisi approfondita dell’universo femminile, che scorre lungo un’intera generazione di “sole donne” e pur svolgendosi in tempi lontani dal nostro, incredibilmente molto attuale e moderno. Ambientazione ed eventi sono ben articolati e descritti con talmente tanta precisione che sembra di viverci, i profili e le storie dei personaggi invece, a mio parere, lasciano alcuni dubbi.
Solito breve riepilogo della storia:
“Singolare femminile” è una vibrante affermazione della maternità. Le donne di questo romanzo vivono le passioni in maniera spregiudicata e spontanea, assecondando più l’istinto che la ragione. E si trovano benissimo. La figura principale è Martina, che, come la mamma Vienna e la nonna Ines, rifiuta il conformismo e nutre invece una profonda consapevolezza della vocazione più autentica della donna: quella di generare la vita. Avrà tre figlie da tre uomini diversi e non sposerà mai nessuno di loro, esprimendo così la singolarità del suo personaggio, che supera il femminismo per seguire la via della femminilità. Intorno a lei ruotano altre figure ,che vanno a comporre un ‘ritratto di signore’ dove niente è scontato, neanche alla fine, quando intorno a queste creature luminose troveranno posto i loro compagni.

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