Peeble’s Weblog

A proposito di Xavier Rudd

Gennaio 5, 2008 · 2 Commenti

Allora il video di You Tube è a dir poco favoloso… ma chi è Xavier Rudd?
Nel lontano scorso novembre in una lugubre serata mentre aspettavo il mio turno per una seduta sotto i ferri del dentista e sfogliavo le riviste a caso sono capitata su un articolo interessante che parlava di musica…blablabla… Ben Harper…blablabla…. didjeridoo (accensione del cervello) e chitarra… fusione di stili… artista poco conosciuto…
così mi sono fiondata su internet con un pacchetto di ghiaccio sulla guancia (risultato della delicatezza del dentista) e ho cercato questo musicista.
A volte nella vita ci sono belle sorprese e Xavier è una di queste. Secondo me merita veramente, un artista un po’ “figlio dei fiori” stile Woodstock ma davvero un maestro nel suonare. Ebbene sì, mi ha affascinato e mi sono chiesta come mai non ne avevo mai sentito parlare (probabilmente non è commerciale e quindi…. le voci non girano!).
Così, per il popolo amante della buona musica, un breve approfondimento sull’artista.
 
E’ nato a Torquay, Stato di Victoria, Australia del Sud ed è cresciuto lì vicino, nei pressi di Bell’s Beach, spiaggia che tutti i cinefili ricordano per essere stata immortalata in una delle scene finali del cult movie “Point Break”. Non a caso, Xavier Rudd è appassionato surfista e di quello strano sport ha abbracciato anche la particolare etica neo hippie. Ecologista convinto, pacifista appassionato e persona dalla spiccata sensibilità esoterica, Rudd è un ragazzotto biondissimo con un fantastico talento: è performer trascinante e assolutamente originale. Classico one man band eccentrico ma efficace, Xavier suona contemporaneamente chitarra acustica e slide stile Weissenborn, canta e si accompagna alle percussioni. Ma soprattutto utilizza in modo stupefacente tre didgeridoo (lo strumento a fiato degli aborigeni australiani dal suono ipnotico e ammaliante) montati su altrettanti sostegni in modo che si possa insufflarli senza bisogno di usare le mani. Il risultato è stupefacente, spettacolare e straordinariamente suggestivo. E se poi a tutto questo si aggiungono una voce e un’ispirazione degne del miglior Ben Harper, il tocco chitarristico e la grinta di Ani DiFranco o la pirotecnica musicalità di Dave Matthews si ottiene l’eccezionale mix che Xavier sa regalare al suo pubblico, specie in concerto. Bravissimo nel far convivere la rock song con le suggestioni della Dreamland, impareggiabile nel mescolare ritmi folk, blues, rock e reggae con i suoni della natura e del deserto australiano, Rudd ha al suo attivo 4 album in studio (da poco uscito l’ultimo “White month”) e ben altrettanti live. E sono proprio questi lavori dal vivo ad esaltare il valore di un personaggio che non ha eguali nel panorama internazionale. La sua musica, piena di charme, poesia ma anche di ritmi spumeggianti e drive trascinante, parla di rispetto per le proprie radici, di non violenza, di attenzione verso l’ambiente; e soprattutto non perde mai occasione di ricordare l’importante eredità culturale del popolo aborigeno.
Le sue canzoni riescono a toccare più corde emotive riuscendo anche a essere stilisticamente varie, sorprendendo persino l’ascoltatore più scafato.È stato il padre, appassionato di songwriting e fan di Neil Young e Paul Simon, a introdurlo alla musica: a 10 anni il piccolo Xavier vede il suo primo concerto, una tappa del leggendario Graceland Tour di Paul Simon. È una folgorazione. Quando, poi, va negli States per la prima volta e ha la fortuna di incontrare Leo Kottke, David Lindley, Ben Harper e Natalie Merchant il suo stile si forma in modo definitivo. Ovviamente amico dei songwriter surfisti Jack Johnson e Donavon Frankenreiter ma anche di personaggi curiosi e originalissimi come G. Love & Special Sauce, String Cheese Incident e della stessa Ani DiFranco, Xavier Rudd ha le carte in regola per diventare un beniamino degli amanti del sound acustico e di tutti gli appassionati di musica del nostro paese.(fonte: musicclub.it).

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Uno strepitoso Xavier Rudd live

Gennaio 5, 2008 · Lascia un Commento

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Harry Potter e i doni della morte

Gennaio 5, 2008 · 1 Commento

Va bene… cellllll’ho! L’ultimo libro di J.K. Rowling e già un fremito mi scuote il cervello e una leggera pelle d’oca nasce alla base della nuca.
Mi rendo conto che ai molti sembrerà un’esagerazione ma ….
Ho iniziato a leggere le avventure di Mr.Potter quando già era uscito il terzo libro. L’ho visto su uno scaffale al supermercato e… malata di libri come sono, ho deciso di dargli una possibilità anche se non mi ispirava particolarmente. E mi sbagliavo. Mi sbagliavo di brutto.
In meno di una settimana ho letto H.P. e il Prigioniero di Azkaban (tra l’altro, posso dirlo da profana ma accanita lettrice, il meno bello!). Mi sono precipitata a comprare i primi due volumi per sapere com’era iniziata quell’avventura. E da allora attendo ogni anno ansiosamente che la Rowling sforni un nuovo episodio che normalmente sbrano in 3 giorni. Con il sesto libro mi ha perfino fatto piangere, tale era il mio coinvolgimento.
E’ che è davvero brava… descrizione accurata dei luoghi e dei personaggi (ahhh il professor Piton è sicuramente azzeccatissimo nella trasposizione cinematrografica. Geniale!), ritmo descrittivo che al momento giusto ti coinvolge in un turbinio di avvenimenti che si risolvono (quasi!) con la fine del volume. Se hai tempo da dedicare a questa storia… ti porterà direttamente nel magico castello Hogworts.
Quindi… cos’ho in mano?
Posso riportare il riassunto in copertina: ” -Mi apro alla chiusura- : è uno dei tanti enigmi lasciati da Silente con cui Harry Potter deve confrontarsi in questo ultimo, settimo libro. E anche la saga stessa, nel giungere alla propria fine, si apre a sorpresa su nuovi mondi, nel passato e nel futuro: getta la luce della meraviglia su dettagli, personaggi ed eventi che pensavamo di conoscere già, rivelandone segreti e significati profondi. Insieme a Harry, nella sua disperata ricerca della verità, ripercorriamo le avventure apparentemente già vissute, riviviamo piccoli fatti e grandi eventi, seguendo il filo della consapevolezza che si dipana e si acuisce in un crescendo di emozioni, colpi di scena, perdite e conquiste. La conclusione, potente e delicata, piena di luce e vapore, fa venire voglia di rileggere tutto daccapo, per arrivare a chiudere il cerchio. Mai i perchè sono stati così tanti; mai come in questo libro si ha la piena soddisfazione di una risposta: una risposta che va oltre l’apparenza; mai come in questo libro J.K.Rowling dimostra la sua prodigiosa capacità di sorprendere i lettori, di alimentare un fuoco d’artificio che a dieci anni dalla sua prima rivelazione non cessa di lasciarci ammaliati.”
Sarà vero? Ancora non lo so ma state certi che ve lo dirò… sperando naturalmente di non rimanere delusa! :-)
Di seguito il sito della Rowling. Volevo parlare anche di lei in questo post, ma credo che il sito sia carino e meriti di una visita: www.jkrowling.com

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